QUANDO L’ITALIA ERA LA CALABRIA, Ecco l’origine del nome Italia

Nell’antichità, verso il 540 a.C., la parte estrema della nostra penisola, quella compresa tra il fiume Lao, lo stretto di Messina e il territorio di Metaponto, si chiamava Italia. (Vedi Cartina Calabria). In seguito, attraverso vicende storiche plurisecolari, il nome Italia si estese a tutta la Brezia (una parte dell’odierna Calabria), alla Lucania, all’Apulia, e alla Campania e, a poco a poco, poiché mancava d’un nome suo proprio, a tutto il paese assoggettato ai Romani, dallo stretto di Messina alla Lunigiana e al Rubicone. Ma per più secoli il nome Italia rappresentò solamente una espressione geografica, e cominciò ad assumere valore nazionale circa un secolo avanti la venuta di Gesù Cristo.

Col nome Calabria, come si rileva dalle più antiche carte geografiche, si designava la terra di Bari e d’Otranto, sino al Capo di S. Maria di Leuca. Furono gli imperatori Bizantini, nel medio evo, a chiamare Calabria il territorio Bruzio ad essi sottoposto.

Sin qui la sintesi storica, sempre più difficile da autenticare, come la leggenda di Italo quasi dimenticata anche nelle tradizioni popolari calabresi. Ma, si dice, che in ogni fiaba c’è sempre qualcosa di vero.

(B. Cimino)

Da: Terroni di Pino Aprile

 

Italia”, un nome che viene da Reggio: la storia di Italo re degli Enotri

Articolo tratto da: strettoweb

Quest’oggi, che uno si trovi a Bolzano o a Ragusa, è sempre in Italia. Tempo fa invece, ma molto tempo fa, non era ovviamente così. Siamo nell’età del bronzo medio, intorno al 1350 a. C., circa 16 generazioni prima della mitica guerra di Troia. Siamo infatti in quel periodo che precede di poco la Storia vera e  propria, ma che non è neanche più Preistoria, ma che è definita invece “Protostoria”, ossia storia in cui si possono riscontrare società con una certa struttura sociale, dei culti, una primitiva divisione del lavoro, ma non ancora la scrittura, che è carattere distintivo della Storia vera e propria. E proprio per questo siamo ancora nel mito. Ed il re Italo stesso è mito.

La leggenda definisce Italo re degli Enotri. Ma chi furono questi Enotri? Erano uno di quei tanti popoli di contadini che abitavano le nostre care montagne calabre, discendenti di un certo Enotro, uno di quei tanti popoli che sui libri di scuola abbiamo conosciuto come “pre-romani” (come anche ad esempio gli Etruschi); essi per primi nel reggino abitarono le alture di Aspromonte e produssero vino (da ciò infatti probabilmente il loro nome, dal greco ?????, oinos, vino).

Italo fu dunque dapprima re degli Enotri e poi re degli Itali, suoi diretti discendenti. Egli per primo insegnò ai suoi sudditi a coltivare la terra, ad allevare animali, a trarre da essi profitto, dettò le prime leggi, istituì il culto di Cerere, dea greca delle messi, la romana Demetra. Fu tale la sua fama che, sentite qua, persino il grande Aristotele arrivò a parlare di lui nella sua “Politica”, attribuendogli quei meriti che sono stati sopra citati.

Da egli derivò dunque il nome “Italia”, che significava “terra dei vitelli”, proprio per le svariate mandrie che pascolavano le montagne calabre. Dapprima dunque il nome “Italia” fu circoscritto alle zone vicine Reggio, più o meno alle montagne di Aspromonte; i Greci poi imposero quello stesso nome a tutta la zona dove sorsero le loro colonie, in Magna Grecia: si ebbe così l’ ?(Aithalìa, Italia), nome che solo con i Romani giunse in tutta l’attuale Italia, comprendendo quello stivale che poi è oggi la nostra nazione.

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